Rita Napoli, Istituto Comprensivo "Cruillas" di Palermo.
Il progetto "Mentoring USA/Italia" trova spazio in una nuova configurazione sistemica dei rapporti tra scuola e territorio che ha il suo fondamento nel riconoscimento dell'interistituzionalità. Ritengo che la comunità, il territorio e soprattutto la scuola si configurano oggi più che mai come il contesto ideale in cui si generano significative risposte ai più importanti quesiti che la società globale pone. In particolare la scuola, importante agenzia educativa ed osservatorio privilegiato per cogliere caratteristiche e bisogni di una società caratterizzata sempre più dal pluralismo culturale, religioso e linguistico, deve sentirsi parte di una comunità educante che si costruisce come una struttura organizzata capace di dare vita e di realizzare il benessere sociale, culturale, comunicativo e relazionale di ciascun alunno. La scuola, quindi, non può e non deve disattendere il ruolo che le compete, cioè quello di promuovere la cultura della universalità dei diritti e dell'uguaglianza partendo da una seria riflessione sul "diritti negati", e per fare questo c'è bisogno di pensiero forte, di senso del rispetto della dignità della persona.
Riuscire a guardare "oltre", vivere la scuola come il luogo che dà la possibilità di "varcare i confini" è forse l'elemento che ha caratterizzato più di ogni altro la scelta della nostra scuola di accogliere e condividere finalità e obiettivi, principi e valori dell'associazione Mentoring USA/Italia, finalità e obiettivi che hanno messo gli alunni nella condizione di vivere l'alterità, di conoscere, capire, entrare in rapporto empatico con l'altro in un "incontro" di crescita e arricchimento reciproco..
E' appunto in tale prospettiva e direzione di lavoro e di progettazione integrata che per il secondo anno si è attuato nella nostra scuola il progetto "Mentoring Usa/Italia". Il Collegio dei docenti della scuola, consapevole del fatto che la società multietnica impone oggi più che mai una riflessione sul senso e sul significato della vera integrazione, meglio definibile "incontro con altre culture", sulla necessità di formare gli studenti ad una cittadinanza comune, globale, planetaria, ha ritenuto importante riconoscere nella presenza degli alunni di altra nazionalità un elemento di forza del sistema, quindi una possibilità per la scuola stessa di sperimentare la capacità di vedere tale presenza come risorsa e opportunità di arricchimento. Il progetto Mentoring ha offerto uno spazio di comune riflessione educativa e didattica nella direzione della crescita culturale, umana e sociale che la scuola può attuare ed è stato inserito nel POF di cui ne ha fatto parte integrante.
Sono stati pianificati e strutturati percorsi formativi volti a promuovere l'idea di una società solidale per mettere tutti gli alunni in condizione di sperimentare con successo i diversi aspetti della cittadinanza e della convivenza. Le linee strategiche del progetto hanno previsto il coinvolgimento delle famiglie attraverso la messa in atto di positive dinamiche relazionali e comunicative tra operatori / alunni / genitori e l'utilizzo di expertise provenienti dal mondo esterno alla scuola che hanno contribuito a creare spazi di socializzazione in contesti allargati La collaborazione dei tirocinanti della scuola di secondo grado "De Cosmi", che hanno svolto azioni di tutoraggio agli alunni, ha sensibilmente contribuito a creare un sereno clima di accoglienza per gli alunni di altra nazionalità. Ritengo che questo sia stato significativo elemento di forza. E' stato come offrire agli alunni stranieri e ai loro genitori uno spazio di ascolto e consulenza.
L' innovazione metodologico-didattica, caratterizzata dalla pianificazione strutturata di attività laboratoriali intese come modalità di ricerca-scoperta fondata sulla flessibilità, ha consentito agli alunni di misurarsi in compiti di realtà. L' organizzazione per piccoli gruppi e la messa in atto di strategie e metodologie di lavoro diversificate, l'assetto prevalentemente laboratoriale, l'individualizzazione degli insegnamenti/apprendimenti, l'attivazione di positive dinamiche relazionali e comunicative tra operatori / alunni si sono rivelati significativi strumenti di prevenzione del disagio scolastico. Le attività proposte sono riuscite a creare per gli alunni stranieri un contesto di apprendimento sereno e riconosciuto, all'interno di un clima complessivo di accoglienza e di accettazione sia da parte dei docenti che dei compagni e questo ha consentito di dare agli alunni più spazi di apprendimento per sedimentare formazione e favorire l' acquisizione di competenze.
Il progetto, privilegiando la metodologia e la didattica di tipo laboratoriale, intese come modalità di ricerca scoperta, fondate sulla flessibilità ha consentito agli alunni inseriti nei laboratori di avere tempi di apprendimento più distesi e contesti privilegiati per sedimentare formazione e favorire l' acquisizione di competenze sociali quali "imparare a vivere insieme, imparare a conoscere, imparare a fare, imparare ad essere", per diventare cittadini consapevoli e responsabili, in armonia con gli altri e con l'ambiente.
I processi sono stati costantemente monitorati attraverso verifiche intermedie e finali e si sono rilevati significativi miglioramenti sia sul piano didattico che della socializzazione e dell'integrazione. I docenti delle classi a cui appartenevano i diversi alunni alla fine dei percorsi progettuali si sono dichiarati più che soddisfatti dei risultati ottenuti e hanno messo in evidenza la positiva ricaduta sul piano dell'acquisizione delle competenze disciplinari e relazionali.
Ritengo che gli elementi di fondo che hanno caratterizzato il progetto e consentito di promuovere il successo scolastico degli alunni hanno riguardato soprattutto due aspetti importanti: da una parte un lavoro continuo di ricerca, analisi e confronto condotto da tutti i soggetti coinvolti: referenti interni ed esterni, conduttori dei laboratori, mentori, che ha portato a prevedere e intrecciare aspetti nuovi nelle didattiche ordinarie, dall'altra, un aggancio stretto tra il mondo scolastico e il territorio, che ha consentito di realizzare un interscambio continuo tra i saperi scolastici e i saperi della vita. Gli spazi di comune riflessione educativa e didattica sono stati elemento di forte crescita professionale del personale coinvolto.
Il progetto "Mentoring" si è rivelato di grande valenza formativa ed ha visto un'azione sinergica tra scuola e associazione attraverso la programmazione congiunta di attività e incontri cui hanno partecipato attivamente alunni e genitori. Nel progetto sono stati coinvolti tutti gli alunni di altra nazionalità ma anche gli alunni italiani nell'ottica di favorire attraverso lo scambio l'incontro tra le culture che hanno potuto sperimentare l'esperienza del confronto per trasformarla in opportunità di confronto su cosa significhi tutela e garanzia dei diritti. L'indagine condotta per rilevare l'indice di gradimento degli alunni coinvolti e delle famiglie con la scuola alunni e genitori ha fatto rilevare una maggiore fiducia negli insegnanti e nell'istituzione, inoltre i genitori riferiscono di un maggiore senso di responsabilità e voglia di venire a scuola da parte dei figli.
Visti i risultati positivi il Collegio dei Docenti ha accolto la proposta del D.S. di proseguire negli anni successivi. In tale direzione, in qualità di coordinatrice di una R.E.P. ( Rete per l'Educazione Prioritaria) ho pensato che sarebbe interessante estendere il progetto alle altre tre scuole della rete, proposta che auspico trovi l'accoglienza dell'associazione
La realizzazione del progetto Mentoring nella nostra scuola ha arricchito il normale percorso formativo ed ha quindi rappresentato un'occasione in più per migliorare la qualità complessiva dell'offerta formativa e si è rivelato efficace strumento per prevenire la dispersione scolastica, fenomeno che rappresenta oggi più che mai una priorità ed una finalità dell'intero sistema dell'istruzione e della formazione.
Il Dirigente Scolastico
dott.ssa Rita Napoli
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